Un territorio che vuole raccontarsi, le idee delle persone che lo vivono, la mano di un artista.
Un’idea nata a tavola, per la tavola, ma non per restare a tavola
Si dice che le idee migliori nascano con la pancia piena… e forse è successo così anche per questa idea, promossa in prima persona da Maurizio Lazzaro e me, ma che ha riunito tutti attorno alla stessa tavola.
Non serve uno smartphone, né una carta topografica difficile da ripiegare: dai primi di giugno, basta sedersi al tavolo di un rifugio, di una malga o di un locale della zona, in attesa di un buon piatto, e abbassare lo sguardo sulla tovaglietta. Lì ci sarà il Cuore d’Oro delle Dolomiti: un progetto che racconta e valorizza Gosaldo, Sagron Mis, Voltago Agordino e Rivamonte Agordino, al centro delle Dolomiti Bellunesi, Patrimonio Mondiale UNESCO.
Il nome nasce da un’immagine semplice: se disegni su una cartina l’anello escursionistico che unisce i quattro paesi, otterrai un cuore. L’oro, invece, richiama le antiche miniere dell’alta Valle del Mis, a Sagron. A dare forma grafica a questa visione è stata l’artista Anna Marmolada, che ha illustrato a mano le 48 realtà del territorio: strutture ricettive, aziende agricole, rifugi, esercizi commerciali, luoghi di interesse.
Un vero e proprio racconto diffuso, da percorrere tappa dopo tappa.
Una visione che prende la forma di un cuore d’oro
Dietro le 20.000 tovagliette oggi in distribuzione c’è un lavoro cominciato nel marzo 2025, dalla prima intuizione di Laura Scarton e Maurizio Lazzaro di Sagron Mis. Da lì una rete di persone e attività si è progressivamente allargata, fino a coinvolgere i Sindaci e la Direttrice del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi. A luglio le riunioni si sono fatte “istituzionali”, con quattro Comuni montani, due parchi naturali, due Regioni e due Province attorno allo stesso tavolo. Fino all’approvazione finale, il 26 marzo scorso.
“La mappa dell’itinerario che si trova sulle tovagliette dei rifugi è anche un invito a riconoscersi nella stessa visione”. Questa è stata dall’inizio la visione di Maurizio.
Ne sono convinta anch’io, così come del cuore: la forma che racchiude il nostro territorio, tenuto insieme dall’oro delle miniere – un rimando prezioso.
È un altro piccolo passo per la valorizzazione della nostra terra.
Il futuro dell’Agordino
Capofila del progetto è il Comune di Voltago Agordino, affiancato da Gosaldo e Sagron Mis, dal Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, dal Parco Naturale Paneveggio – Pale di San Martino, dalla Fondazione DMO Dolomiti Bellunesi e dall’APT San Martino di Castrozza, Passo Rolle, Primiero e Vanoi. A sostenerlo economicamente, insieme ai Comuni promotori, anche il BIM Piave Belluno.
Un lavoro corale, che ha trovato nel QR code nella tovaglietta – offerto dal Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi – il tassello finale. Perché il “Cuore d’Oro delle Dolomiti” non è solo una mappa, non è solo un disegno, non è solo un “arredo da tavola” per chi sceglie di visitare la nostra casa: è un invito a costruire insieme, Comune dopo Comune, persona dopo persona, il futuro delle terre alte.
E sì… quel cuore d’oro, la linea rossa che unisce i puntini, presto prenderà forma in un itinerario ad anello tutto da vivere.



