La nostra storia,

il tuo nido

Ospitalità per noi è sinonimo di famiglia. Haus Gobbis nasce negli anni ’70 dal desiderio di nostro padre di accogliere persone da tutto il mondo, in tempi in cui il concetto di globalizzazione era ancora molto lontano.

Siamo cresciute facendo colazione in casa con turisti e ospiti. In pigiama, gli occhi ancora socchiusi e l’animo pronto ad ascoltare storie di luoghi lontani.

Haus Gobbis nasce da qui: dal nostro innato senso di ospitalità, legato a doppio filo con la nostra famiglia e le tradizioni del posto. Oggi come ieri siamo noi sorelle, assieme alle nostre famiglie, ad accogliere gli ospiti che arrivano da tutti i continenti alla ricerca di aria pulita, tranquillità, autenticità e grandiosi panorami.

Le attività che proponiamo

Per noi ospitalità non significa solo aprirti la porta degli appartamenti, ma offrirti un pezzetto del nostro cuore facendoti scoprire le bellezze autentiche del nostro territorio.

Camminate, trekking e mountain bike
Camminate, trekking e mountain bike
Dimenticati dell’auto. Da Haus Gobbis partono alcune delle più belle e panoramiche passeggiate di tutto l’Agordino. Se cerchi un po’ di adrenalina invece potrai praticare l’arrampicata, lo scialpinismo, il trekking, l’alpinismo e il ciclismo, sempre a pochi passi da casa.
Incontri culturali e di benessere
Incontri culturali e di benessere
Montagna significa anche relax e tempo per se stessi. Per questo motivo spesso organizziamo incontri di pittura, yoga e cucina, ovviamente con lo sfondo delle più belle cime dolomitiche.
Momenti di convivialità
Momenti di convivialità
Il pane in Haus Gobbis non manca mai, così come l’insalata dell’orto, il formaggio di malga e un buon bicchiere di vino. E quando cala il sole dietro le vette è il momento di accendere il fuoco e scaldarci con cioccolata calda e castagne.

Se queste mura

potessero parlare

È da un po’ che sono qua, non ricordo con precisione, ma secondo la mia opinione, mezzo secolo è passato, da quando mi hanno edificato, ed è da allora che la Croda mi sorveglia senza posa.

È da un po’ che sono qua / non ricordo con precisione / ma secondo la mia opinione

mezzo secolo è passato / da quando mi hanno edificato / ed è da allora che la Croda / mi sorveglia senza posa.

Mente veneziana mi ha ideata / non lo so la prima pietra chi l’ha posata / ma di certo ho risentito / degli errori di chi mi ha partorito.

Il cappotto non mi ha fatto / il porticato tutto aperto / e il solaio han ben pensato di lasciarlo spalancato.

Di sicuro ero bella assai / ma per farmi comperare / un bel po’ dovetti aspettare.

Finalmente è arrivato / un ragazzo interessato / mi ha guardata, gli son piaciuta / e così lui mi ha voluta.

Mi sentivo inebriata / ma la felicità poco è durata / lui è sparito senza preavviso / mi ha lasciato solo un sorriso.

È passato un po’ di tempo / ma eccolo tornare contento / mento alto, passo fiero / e la sposa col suo velo.

Io li guardo da vicino / e gli faccio l’occhiolino / sento già il loro calore / ed invidio il loro amore.

I difetti di chi mi ha creato / lo hanno colto impreparato / e l’inverno senza legna / suona come una bestemmia.

Senza tregua e con tanto zelo / lui lavora un anno intero / ora è pronto, che l’inverno arrivi pure / lui lo aspetta con la scure.

Ma cos’è questo rumore / è un suono inaspettato / di dolcezza è ricco assai / e non si arresta quasi mai.

Ma che dico è proprio bello / molto più di un campanello / è il vagito di un bambino / e mi riempie il cuoricino.

Oh che anni divertenti / di bambini sorridenti / c’è chi corre, c’è chi ride / chi si tuffa nella neve.

Sì la casa si è riempita / di carezze e tanta vita / a quel tempo l’altalena / andava come una catena.

Han fatto proprio un bel lavoretto / tre bambine e un angioletto / che volato è su nel cielo / e protegge il mondo intero.

La sua mamma poverina / senza rabbia e con gran forza / questa croce se la porta.

Passan gli anni assai veloci / tra gli studi ed altri giochi / le bambine son cresciute / e già donne divenute.

Tutte un uomo han trovato / ed il nido abbandonato / e a me tocca con ardore / salutarle a malincuore.

Ma che festa al lor ritorno / è già pronto anche il contorno / che la mamma ha accompagnato

al suo ottimo brasato / e al papà che fa un po’ il duro / piange il cuore di sicuro.

È arrivato inaspettato / uragano di dolore / lascia a pezzi il nostro cuore

nulla più potrà calmare / mitigare o tamponare / tutto il vuoto che hai lasciato / in quel nido abbandonato.

Ed è lei anche sta volta / che dà forza a tutti quanti / ed aiuta ad andar avanti.

Ora spesso sono sola / i battenti incatenati / ed i muri congelati

ma già so che a primavera / lei ritorna ancora fiera / di riaprire la sua casa / di potare la sua rosa.

E perché io non li scordi / in regalo mi han donato / un murales colorato.

A voi tutti nipotini / se venite qui vicini / aspettate un momentino / pazientate anche un pochino.

Lei senz’altro vi dirà: / “A far ben no se ha mai sbaià”

e di bene lor ne han fatto tanto / senza predersene vanto / a voi usarli come esempio

VITA ONESTA / TANTO AMORE / E LA PACE DEL SIGNORE!!!

Prenditi del tempo per te. Te lo meriti.

Prenota il tuo weekend o il tuo soggiorno in Haus Gobbis, nel cuore delle Dolomiti. Ti aspettiamo!

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